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_37A2127MASSIMO SALOTTI,

XXIV WAVES FOR PIANO SOLO

To David Lynch

 

Commissione Artistica e Disegno-Teatrale: Keane

Realizzazione QRCode Tridimensionali: Alessandro Stefani

Live Video Performance: Luca Leggero

 

Il grande regista americano, ospite del Lucca Film Festival, ha visitato con entusiasmo e curiosità l’installazione musicale a lui dedicata e composta dallo stesso Massimo Salotti.

NOTE GENERALI: La nascita di “XXIV WAVES FOR PIANO SOLO” è certamente la più particolare fra le composizioni del M° Massimo Salotti, pianista e compositore lucchese. Da una commissione dell’artista irlandese Keane, promotore del nuovo fenomeno artistico-culturale denominato “geo-cultural caching“, Salotti trova linfa ed ispirazione per una sperimentazione sonora che disegna, imprime e suggestiona l’orologio emotivo dell’interprete/ascoltatore. Specchio profondo di un’analisi introspettiva, le 24 onde sonore esplorano l’animo umano in una profonda ricerca del suono “primordiale”. Ispirato alla numerologia, alla rievocazione di immagini, di citazioni, di emozioni, di ansie, di paure, l’opera dedicata a David Lynch rende omaggio anche ai grandi compositori (Verdi, Shostakovich, Beethoven, Chopin, ecc…), alle grandi strutture compositive, alle celebri raccolte di studi e divertimenti rileggendo il rigore formale come unico punto di contatto fra interprete/compositore e pubblico.

 

L’ESECUZIONE COME SPAZIO SONORO: Il tessuto compositivo, scritto mediante una time-line di 24 tracce, diventa struttura compositiva simile ad un vero e proprio corale polifonico: le 24 voci infatti potranno essere eseguite nella sua successione ordinaria (monodica), o nelle infinite combinazioni verticali (polifoniche) grazie alla sovrapposizione delle stesse tracce musicali; nascosta in ogni traccia mediante un artificio tecnico-matematico, i 24 rintocchi delle campane del Duomo di Barga, scandiranno con inesorabile forza lo scorrere del tempo. L’ideale “annientamento” del ruolo dell’esecutore, concepito nella sua ordinaria consuetudine, trova espressio completa con la letterale distruzione della partitura musicale.

Il suono digitale rappresenterà l’unica soluzione esecutiva, che potrà però essere “comandata” meccanicamente dai 24 esecutori. La “vox humana” del pianoforte, preparato mediante un processo di alterazione dei corpi vibranti, viene impressa nella cellula digitale mediante un semplice registratore digitale privo di artifici fonici (un simpatico omaggio all’agente Dale Cooper di “lynchiana” memoria).

Ad accompagnare la musica, in un caleidoscopio infinito di immagini e colori ci sarà poi il commento visivo dell’artista lucchese, Luca Leggero, che realizzerà una Live Video Performance proiettando su una parete di San Franceschetto frammenti di video tratti dalla rete, riguardanti le molteplici attività svolte da David Lynch, manipolandoli, sovrapponendoli, trasfigurandoli.

 

Il pubblico potrà partecipare all’esecuzione della stessa opera musicale in vari modi:

1) Come ascoltatore passivo, all’interno della struttura circolare creata nello spazio a disposizione.

2) Come esecutore: tramite un tablet o uno smart-phone sarà possibile, fotografando dei codici bidimensionali, ascoltare le varie singole tracce.

 

 

LA TECNOLOGIA COME STRUMENTO PER LA LETTURA ARTISTICA DELL’OPERA: L’opera di Salotti nasce dalla materia (musicale e sonora) per scontrarsi violentemente con l’aspetto freddo ed inerme della tecnologia. Una critica, un augurio o una sperimentazione? Può la tecnologia integrarsi nell’opera d’arte?

Può vivere e sopravvivere, oggi, un’opera d’arte senza artifici tecnologici?

Certamente la Sala di San Franceschetto diverrà ambiente sonoro/musicale/teatrale/meditativo.

Ma SOLAMENTE grazie alla tecnologia.

Solamente grazie ad un lettore di QRCode.

Solamente grazie ad un codice.

Solamente grazie ad una connessione web.

Solamente grazie ad un altoparlante.

Partendo da un un semplice codice “primordiale”: 0 1 0 0 1 0 1 0 0 0 0 1

Cardinale Baldisseri

Il Cardinale Baldisseri con Papa Francesco (vaticaninsider.lastampa.it)

A pochi giorni dalla presentazione ufficiale, ecco l’omaggio che il Cardinale Baldisseri ha voluto fare a Massimo, scrivendo la prefazione dello stesso libro. Ricordiamo che il ricavato dalla vendita dello stesso sarà devoluto interamente per la ricerca al Melanoma.

A MASSIMO SALOTTI

Sì, volli esserci anch’io, in quel 22 dicembre 2012, al Teatro dei Differenti di Barga, con “Salotti & Friends”. Da tempo un filo doppio mi lega a Massimo, quello musicale e quello nativo barghigiano, che si è prolungato al Brasile, dove Massimo con il tenore Giorgio Bellugi interpretò musica immortale italiana nel salone della Nunziatura Apostolica in Brasilia. Un successo, un trionfo, per l’alto spessore artistico, che sedusse il selezionato pubblico, all’inizio della tournée in diversi teatri brasiliani.

La serata ai “Differenti” è un “unicum”, uno sforzo artistico vitale, che raramente si cristallizza in prezioso gioiello da incastonare nella cornice teatrale. Il portale “Salotti & Friends” marca l’indirizzo e il contenuto ferma il momento di emozioni e di intuizioni, e evoca valori di arte sublime e di stile di vita.

Il racconto musicale si snoda in 20 scene, che dal testo splendidamente scritto e recitato passa al brano musicale, quale commento strumentale e vocale in variegate gamme di colori e di forme che distillano intensi sentimenti.

I momenti di vita  sono lo “scorcio” visivo di un vissuto che non si racchiude in una analisi e in una sintesi, è solo un annuncio, una punteggiatura, una filigrana fine e possente  di trame vive che tratteggiano una storia unica, singolare.

Le interviste sono lo specchio della personalità che si riflette e decifra il plesso e l’identità. Emergono affinità, differenze, valutazioni, strati di emozioni, relazioni, incontri, affetti.

Al leggerlo, il libro, si scopre il valore della vita, la grandezza dell’arte, la testimonianza della solidarietà, e l’amicizia, espressione alta del dono di sé.

 

Rallegramenti, Massimo, per i tuoi 15 anni di arte.

          Lorenzo Card. Baldisseri

La pubblicazione ufficiale del CD “XXIV WAVES FOR PIANO SOLO” è finalmente realtà.

L’omaggio musicale al grande artista David Lynch prende forma con il lancio mondiale sui principali network musicali della rete:

Omnifone 3/17/2014
Apple iTunes 3/17/2014
Bloom.fm 3/17/2014
Google Music Store 3/17/2014
Inprodicon 3/17/2014
Muve Music 3/17/2014
Omnifone 3/17/2014
Rdio 3/17/2014
Rhapsody 3/17/2014
Spotify 3/17/2014
Xbox Music  3/17/2014
Fra pochi giorni seguirà la pubblicazione del CD. Per informazioni e richieste: info@massimosalotti.com

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dedicato a David Lynch.

La nascita di XXIV è forse la più particolare fra tutte le mie composizioni. Si tratta della prima vera commissione da quando scrivo. In realtà non si tratta neppure di una vera e propria commissione, ma di un gioco (nel vero senso della parola) che è nato fra l’artista Keane, promotore del nuovo fenomeno artistico denominato “geocaching“, ed il sottoscritto.

Il gioco prosegue poi nel momento della stesura del brano stesso, perchè, dopo la folgorazione iniziale avuta nel momento della presentazione del progetto “geocaching in barga“, si sono risvegliate in me un fiume di idee e sopratutto la necessità di proseguire la mia sete di ricerca del suono “priomordiale” e non già avuta con il brano Cernin (per viola e pianoforte) di qualche anno fa.

“XXIV” si ispira ovviamente alla numerologia, alla rievocazione di immagini, di citazioni, di emozioni, di ansie, di paure. E’ un vero e proprio “frullatore musicale” di ciò che passa nella mia testa durante una normale giornata di lavoro.

Ecco dunque che XXIV diventano i 24 rintocchi delle campane di Barga, che con inesorabile forza scandiscono lo scorrere del tempo, interrogandoci sulla bontà o meno di come lo abbiamo utilizzato.

Ritroviamo tra l’altro l’autocitazione de “L’esame di mezzanotte”, una lirica per violino solo ispirato alla omonima poesia di Baudelaire che scrissi durante i miei studi di composizione diversi anni fa.

La scansione oraria diventa dunque un grandissimo tessuto polifonico, un orologio vocale:

I: Les ténèbres

II: Hommage a Frederic Chopin

III: Corale

IV: Thème de Dieu

V: From the dark

VI: Clock

VII: De Profundis

VIII: La Cloche fêlée

IX: The bell

X: Five seconds again

XI: Cell

XII: Joy

XIII: Barcarolle

XIV: Double

XV: Dalle due alle tre…

XVI: Metrocosmos for George

XVII: Elegia

XVIII: Tramonto Romantico

XIX: Istanbul

XX: Sorry, Ludwig

XXI: Aquarius

XXII: David

XXIII: Fin de la journée

XIV: Time for Verdi

Essendo  vere e proprie”voci” potranno dunque essere eseguite nella sua successione ordinaria, mettendo in risalto la specifica sperimentazione sonora, od eseguite come un grande ed unico corale… E dunque lanciando le 24 tracce (o anche semplicemente 2, 3, 4 ecc…) in contemporanea.

Ne risultarà un contrappunto complesso che esalterà la vocalità ed il tessuto armonico ricreato dal pianoforte preparato che si trova nel mio studio di casa…..

La particolarità del brano risiede fra l’altro nella sua concezione di suono digitale (le partiture sono state volutamente cancellate) per rendere unica l’esecuzione ed immortale la “voce” del mio pianoforte, immortalato da un iphone che ha registrato il tutto senza artifici fonici.

Le 24 tracce saranno sparse nei vari cache che Keane nasconderà sul territorio, e dunque l’ennesimo gioco nel gioco sarà quello di ricongiungere tutte le tracce (e dunque tutti i cacciatori di tesori) per l’esecuzione finale.

Non vedo l’ora!

 

Massimo Salotti

la più bella del mondoUn nuovo spettacolo teatrale, in lavorazione per prestigiose tappe internazionali, sta nascendo “dalla penna” di giovani artisti lucchesi.

…un progetto interessante ed ambizioso: “Amore a prima vista” sarà un viaggio musicale (e non solo) nella straordinaria storia del nostro paese, attraverso i momenti più importanti dalla seconda guerra di indipendenza del 1861 fino alla Seconda Repubblica ed ai giorni nostri.

I testi si intrecceranno con la storia emotiva di un popolo che negli anni ha da sempre cercato di tramandare l’insegnamento di molti grandi uomini, come il nostro Padre Costituente Piero Calamandrei:

Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero perché lì è nata la nostra costituzione.”

Lucca sarà ben presto città sede per il 33° Consiglio Esecutivo delle Federazioni Mondiali UNESCO, un evento che, tramite un executive board, servirà per l’attuazione di programmi adottati dalla Conferenza generale dell’UNESCO ed eventualmente ad altri temi specifici individuati per l’occasione.

Le delegazioni dei 197 Paesi membri, in quell’occasione, si riuniscono in gruppi di lavoro sui programmi internazionali dell’organizzazione che opera nel campo della cultura e dei beni culturali, della scienza, della comunicazione e dell’educazione.

La riunione del comitato esecutivo è sempre accompagnata da un convegno di respiro internazionale, che nel 2013, con Lucca come sede, sarà dedicato a “Il linguaggio universale della musica e dell’arte per un’etica globale”. Niente di più appropriato in una città dove la tradizione musicale è tanto radicata quanto sentita.

Nei giorni del Consiglio, che si aprirà il 9 e si chiuderà il 13 marzo, la città di Lucca organizzerà una serie di eventi culturali in collaborazione con l’Istituto Musicale “L. Boccherini” e il Teatro del Giglio per portare all’attenzione di tutto il mondo l’eccellenza musicale e le meraviglie artistiche e culturali del territorio della nostra provincia.

La serata finale, che si terrà il 12 marzo, sarà affidata – tra gli altri – all’esibizione del  maestro Massimo Salotti che eseguirà il brano di musica contemporanea “In Progress” del compositore lucchese Saverio Rapezzi. Il concerto, che congederà il congresso UNESCO a Lucca vedrà, con molta probabilità, anche la presenza di artisti quali Andrea Bocelli, Carla Fracci, Katia Ricciarelli.

Un parterre di grandissimo livello per chiudere un evento internazionale che riconosce al nostro capoluogo grande valore storico, culturale, artistico, architettonico e umano,  durante quale il maestro Salotti sarà ancora una volta ambasciatore della nostra Valle nel mondo.

Era un venerdì come gli altri. Una di quelle sere comuni, in cui non vi fosse niente da programmare, niente che non si scrivesse da sé.

Anche se il copione non era ancora stato battuto, sapevamo già lo svolgersi dello spettacolo: stessa ora, stessa strada, stessi posti, stessi divertimenti . Ma non era lo stesso giorno; non era un venerdi’ perché era un sabato, lo ricordo bene: il giorno di befana. “Vabbè-“.-“giorno più, giorno meno, la trama del racconto resterà la stessa” direte voi.

Quella notte non avevamo detto a nessuno che saremmo usciti. “Nessuno si accorgerà della nostra presenza, vero Massi?” ti confidai mentre ero al volante. Era in programma una vera e propria toccata e fuga ma, fatte le ore piccole, ricordo che quella volta mi ascoltasti quando suggerii di non entrare in quell’ennesima discoteca.

E bastò un attimo per sconvolgere i nostri piani, e per condannare quel copione a vivere senza che quella sua ultima battuta fosse stata recitata.

Così salimmo in auto, e in men che non si dica ti ritrovasti a sonnecchiare ancora prima di imboccare la strada per Fornaci, come succedeva a me nelle volte che guidavi tu.

Eravamo nel tunnel, e la musica dell’autoradio, distorta dalla mancanza del segnale, assieme alle auto ingiallite dai lampioni e alle sagome in controluce che creavano l’effetto neon, ci fece immergere nell’atmosfera tipica degli anni ’80. Tutto passava davanti ai nostri occhi con cadenze irregolari, come fotogrammi di una pellicola dell’epoca, ad una velocità tale da chiedersi se fosse stato davvero possibile aver rivissuto i fantasmi del passato. Fin quando dal tunnel uscimmo noi, per arrivare alla curva. Girando a sinistra, un frastuono interruppe il leitmotiv di quell’auto radio…

In un istante il parabrezza si sbriciolò, lasciando che il fumo si impossessasse del nostro abitacolo, e che il talco degli airbag ci spolverasse addosso una bufera di granelli di sabbia, improvvisa come la neve d’estate.

0020

Quando uscii dalla macchina per rendermi conto della gravità dell’accaduto, raggiunsi a piccoli passi il tuo sportello, con uno sguardo pieno di paura, ad aspettare una tua risposta. Ci fu uno scambio di occhiate, e poi un tuo sussurro: “Ale, io mi sa che resto ancora un po’ qua a sonnecchiare”. “Vai Massi, tanto ormai stasera se ne accorgeranno che siamo usciti….”.

Ma ti avevano già caricato in quell’ambulanza che di corsa sfrecciò via, svoltando la curva ed imboccando di nuovo il tunnel, come se, ripercorrendolo nel verso opposto, avesse potuto cambiare la trama di quel copione che, per dispetto o per destino, quella sera recitò una parte diversa.

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